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Di tutti i servizi domestici, passare la scopa è quello che mi è sempre piaciuto di più… forse per quella liberatoria sensazione di “togliere via lo sporco” di cui spesso l’anima sente il bisogno.
Anche le streghe usano la scopa… una scopa diversa, in saggina, che non deve mai toccare il suolo: non si usa infatti per pulire fisicamente un luogo, ma per pulirne l’aria, l’energia. Strana associazione, allora, l’immagine tradizionale che ci raccontano fin da bambini della strega a cavallo di una scopa volante, strana connessione.
E, nel fruscio silenzioso della mia scopa (domestica) sul bianco pavimento del salone, la mia mente ha iniziato a vagare.
La scopa, dicevamo, serve per pulire lo spazio, l’energia, non a caso si usa prima di qualsiasi rituale. Mentre nella fantasia popolare, nella mitologia, è diventata uno strumento di volo… Che sia proprio questa la connessione?
Che sia un insegnamento degli antichi, l’idea che solo dopo aver purificato lo spazio dentro e intorno a noi, che solo dopo esserci liberati di pensieri e negatività, lo spirito possa volare?
Mi viene in mente la leggenda antica dell’uomo innamorato di una stella, che nel momento di maggior ardore si lancia per raggiungerla… ma, proprio nel momento del balzo, un pensiero gli attraversa la mente “No, è impossibile”. Il giovane precipita nel vuoto.. m se avesse avuto il coraggio di credere fermamente nel suo amore, sarebbe volato su a ricongiungersi con la sua stessa.
Sono i pensieri, quelli imparati a memoria, quelli quotidiani, le razionalizzazioni allo stremo di un mondo che ragione non ne ha, a imbrigliarci al suolo, a lordare le ali dell’anima che altrimenti volerebbe libera oltre la spasmodica ricerca di conoscenza. E scoprirebbe la beata differenza fra conoscere, e sentire.
Non è la strega allora a volare sulla scopa, ma il suo spirito, perché ha saputo allontanare da esso ogni lordura, ogni inclinazione, ogni pulsione negativa… Anche prima di una meditazione, o di qualsiasi altro esercizio mentale, sappiamo di dover “mandare via i pensieri”… con un colpo di scopa che si muove a mezz’aria magari, disperdendo neri pulviscoli di rabbia, rancore, tristezza, sconforto..

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