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In queste vacanze sono andata pochissimo al mare, e non soltanto per via delle situazioni contingenti: in verità non ne avevo molta voglia, mi annoiava quasi… e pensare che sono sempre stata una patita del mare, che fino a pochi anni fa ero capace di starci ogni giorno per tre mesi da mattina a sera!
La verità è che, più passava il tempo e più mi annoiava… più, a dirla tutta, non lo riconoscevo: non era il mare dei pomeriggi a chiacchierare sull’asciugamano con le amiche, non era il mare delle giornate intere a cuocere sotto il sole e dei bagni di gruppo; e non era nemmeno il mare dei castelli di sabbia e dei giochi con l’acqua.
Un giorno, durante le ultime vacanze, ero sulla spiaggia… son andata a sedermi su uno scoglio: vedevo l’onda infrangersi a pochi passi da me, e ho ricordato un altro mare: il mare malinconico dell’adolescenza, le ore trascorse a guardare il suo riverbero immersa in oscuri pensieri… nemmeno quel mare, esiste più… E mi sono resa conto che non ho amato il mare, ma le sensazioni che mi dava, ciò che rappresentava.
Perché, in verità, ed è un sollievo se ci si pensa a fondo, noi non amiamo nulla e nessuno “in sé”, ma per le sensazioni che ci dà. E più amiamo quella sensazione, più ci avviciniamo all’oggetto del nostro amore, e più quello ci trasmette sensazioni positive che s’imprimono per sempre in quella situazione.
Vale per i luoghi, per le abitudine, per le persone perfino, e non è un pensiero riduttivo: infondo resta pur vero che solo quella persona riesce a trasmetterci la sensazione che amiamo…. Oppure no? Oppure le sensazioni sono qualcosa che casualmente si associa all’oggetto del nostro amore e che noi, istintualmente, associamo ad esso?
Prendiamo il mio esempio del mare. Lo svago, le grandi comitive, la complicità, la melanconia, le domeniche di fine anno scolastico, diventare grande… non sono peculiarità del mare, in verità, e probabilmente se fossi cresciuta in una grande città, mettiamo ad esempio Roma, coi compagni di classe ci saremmo ritrovati a fare le stesse cose e provare le stesse emozioni su un pratone di Villa Borghese…
Non lo so… questa voltale riflessioni sono sgorgate fluide e senza punto d’approdo. Questa volta non ho alcuna risposta da ipotizzare… a voi la parola, se volete…

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