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Ho ritirato alcune fotografie che avevo portato a stampare, immagini delle vacanze per lo più.
Ogni volta che ne sistemo di nuove, ne approfitto per riguardare il mio grosso album (anzi, per la verità sono due): lì ci sono esclusivamente fotografie mie, sola o con altri, da quando sono nata ad oggi… lì c’è la mia vita, e lo tengo come un bene prezioso.
In effetti, ho un rapporto particolare con le fotografie… se capita un evento particolare, e succede che non ne vengano fatte, ho una spiacevole sensazione, come se quell’evento non fosse mai avvenuto. Indicativo, fra l’altro, che non abbia mai pensato di farmi una foto con la persona che frequentavo anni fa… come non fosse esistito mai…
Scorro le immagini, i miei cambiamenti, le persone incontrate e perdute, i luoghi, e davanti a me si dipana il senso della vita. La risposta a quella domanda fondamentale che sempre custodiamo nel petto, anche quando non la pronunciamo: perché siamo al mondo?
Ed ecco che il senso dell’esistenza sembra essere tutto qui: un cammino, un insieme di esperienze, che come anelli s’incasellano l’una nell’altro e sono fondamentali alla tenuta dei successivi, anche quando paiono opposti e distanti.
Ogni singolo momento, ogni incontro, ogni situazioni è servita alla nostra anima per trasformarla, renderla consapevole, portarla a uno stadio differente.
Vivere risplende così in tutto il suo magnifico significato: essere strumento dell’anima, mezzo che le consenta di evolvere, ampliarsi, accrescere se stessa e il proprio orizzonte fino forse, un giorno, alla consapevolezza universale delle cose.
Siamo qui perché ne abbiamo bisogno, bisogno di scoprire esperienza dopo esperienza nuove sensazioni, nuove consapevolezze, nuovi equilibri. Il nostro spirito ne ha bisogno per comprendere se stesso, per vedere dipanate tutte le sue potenzialità, come un bambino che sono nella pratica acquisisce fermezza e padronanza di sé.
A pensarci, un po’ forse mi dispiace non avere foto con quella persona… guardando lo scorrere delle immagini, manca un tassello, una fase evolutiva. Eppure noi abbiamo questa tendenza a voler cancellare, dimenticare le esperienze negative, i “brutti ricordi”… senza pensare a cosa accadrebbe se veramente, magicamente, venissero cancellati: in quel medesimo istante tutto il costrutto successivo vacillerebbe, perderebbe lì una consapevolezza, qua una paura, là una decisione presa, qui ancora la stessa visione di noi stessi: quella che ci guida nel cammino, è che è frutto delle esperienze e di come le abbiamo affrontate…

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