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In balcone. Seduta, nel silenzio di un primo pomeriggio insolitamente tiepido.
La meditazione del fuoco, e improvvisamente tutto è apparso nitidamente.
Ho percepito le scintille neuronali che generano l’idea, e come la paranoia sia solo un cortocircuito, una connessione sbagliata da ripristinare.
E ho visto la scintilla correre giù fino al cuore, e farsi fiamma: è stato così semplice comprendere come quella stessa fiamma, inespressa, elusa, facilmente poi divampi nel petto e diventi ansia, accelerazione del battito, per alcuni panico. E’ stato così nitido vedere come siamo noi stessi, sordi alla naturale scintilla e alla fiamma, a logorare il nostro corpo salvo poi correre a curarne i sintomi – solo i sintomi – con medici e terapie.
E allora ho visto la fiamma liberarsi, scivolare per le braccia ed esplodere nelle mani: ho tenuto nei palmi il fuoco della mia ispirazione, e lasciandolo libero ho sentito liberarsi anche me stessa..
Ho lasciato le fiamme spargersi intorno, ed ho percepito la mia potenza. La potenza dell’uomo, così piccolo, eppure con la sua scintilla… la sua capacità di creare.
Ho visto il fuoco plasmarsi in forma, sentito l’immensa gioia della creazione. E poi la pena, per la vita frustrata ogni volta che lasciamo la scintilla soccombere a sé stessa.

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